a Trento
Monumento "IL FARO" a Trento
Si
intitola «Il Faro» l´imponente opera dell´artista di
Fornace, Paolo Colombini in memoria dei caduti di
Nassiriya del 12 novembre 2003: una decina di massi di
porfido sezionati con un taglio netto ed al centro tre massi
sovrapposti con una fenditura verticale color rosso.«Sono
riuscito a far parlare la pietra - ha commentato l´autore -
Ho sacrificato questa natura, il porfido delle valli
trentine per attirare l´attenzione dell´uomo sulla natura
stessa. All´interno di questa natura si nasconde un mistero:
la fenditura nella pietra raffigura e rappresenta un grido
di dolore». Sotto una pioggia battente di pomeriggio è stata
rivelata ai trentini ed ai partecipanti al raduno dell'arma
dei carabinieri a Trento, l´opera posta sulla rotatoria del
Tridente in via Brennero, a Trento nord. Un monumento
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Il "Faro" come appariva quest'inverno ( 12-2005 ) |
imponente che misura sei metri di altezza nell´opera
centrale ed una superficie di 70 metri quadri nel suo
insieme. Partecipazione non numerosa dei «civili»,
compensata però dalla presenza delle autorità militari e di
una rappresentanza della politica trentina. Due minuti di
imbarazzo prima di scoprire l´opera centrale: la pioggia
battente, che non ha dato tregua nel corso
dell´inaugurazione, ha infatti appesantito la tela beige che
ricopriva il monumento, obbligando alcuni cerimonieri a
movimenti quasi acrobatici per far scendere dal porfido la
tela. Dopo la benedizione del monumento è stato reso onore
ai caduti. «L´opera è il simbolo della vicinanza della città
di Trento ai carabinieri, che si è fatta sentire in modo
particolare in occasione della strage di Nassiriya - ha
evidenziato il comandante della Regione Trentino Alto Adige,
generale Gian Franco Scanu - Quando è stata celebrata la
Virgo Fidelis c´era tutta la città di Trento in Duomo. Il
monumento è il ricordo dei caduti di Nassiriya da parte
della città di Trento». Presente alla breve cerimonia anche
il vicecomandande nazionale dell´Arma dei carabinieri,
generale Roberto Santini, accanto al vicepresidente
dell´Associazione nazionale carabinieri, generale Aldo
Carleschi. Trento è un simbolo per tutti, è un simbolo di
italianità e di congiunzione fra popoli e persone diverse,
una città proiettata verso l´integrazione. E pensare che il
giorno prima quello della sfilata per le vie cittadine c'era
un sole quasi estivo. Speriamo che festa bagnata sia anche
festa fortunata.
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