INDEX  n°3

 

ENIO HOME PAGE

 

CASCATE DEL NARDIS

 

16° RADUNO

 

CADUTI  NASSIRIA

 

OTZI

 

MUMMIA

 

 

 

I segreti della Val Senales

in Val Senales

 

I segreti della Val Senales

Trentino Alto Adige - 24 - luglio - 2006


   

Otzi, a guardarlo bene, è piuttosto bruttino. Così magro e incartapecorito, fisso in quella posizione rigida e innaturale: insomma, una vera mummia. Eppure, per quanto brutto, Qtzi è diventato una bandiera, un grandissimo richiamo turistico da queste parti, e ha portato molta fortuna alla sua terra natale: la Val Senales, una laterale della Val Venosta, in Alto Adige, che fino a pochi anni fa solo le pecore e pochi escursionisti conoscevano. Ma andiamo con ordine. La Val Senales, un solco lungo venticinque chilometri sul confine occidentale del Parco naturale della Giogaia di Tessa, era ignota al mondo fino al 1875, anno in cui venne costruita la prima carrozzabile. E rimase a lungo un rifugio di pastori, adatto tutt'al più a una tranquilla villeggiatura estiva. Fino al 1972, quando Leo Gurscheler, un giovane contadino della frazione più alta Maso Corto (a 2.004 metri), si trasformò in imprenditore e decise di realizzare una funivia che avrebbe cambiato il volto economico della valle. Ci vollero tre anni. Nel 1975, la Vai Senales divenne il paradiso dello sci invernale e soprattutto dello sci estivo, praticato sul ghiacciaio dell'Hochjochferner, a oltre 3.200 metri di quota. Negli anni Novanta, ce lo ricordiamo tutti, arriva la crisi dello sci: il cielo è avaro di neve, la stagione invernale si riduce, quella estiva quasi scompare, tanto che in tutti i centri di sci estivo, dal Plateau Rosa alla Marmolada, compresa naturalmente la Vai Senales, si comincia a pensare di smantellare gli impianti. Ma non tutta la siccità viene per nuocere: succede che nel 1991, con l'abbassarsi del livello dei ghiacciai, qualcosa spunta dalla neve perenne. È il 19 settembre: Helmut ed Erika Simon, due escursionisti di Norimberga, stanno scendendo dalla Punta Finale al rifugio Similaun, quando notano in una fenditura della roccia, fino ad allora intasata di ghiaccio, qualcosa di simile a un corpo umano. Si avvicinano e capiscono subito che non si tratta di uno sfortunato alpinista, ma di qualcosa, anzi di qualcuno, molto più antico. Giungono gli archeologi e procedono al recupero dell'uomo di ghiaccio. Insieme alla mummia trovano un intero 

corredo; il suo abbigliamento, composto da berretto, sopraveste di pelliccia, una mantella di fibre vegetali, calzoni, cintura e un paio di scarpe; il suo equipaggiamento, arco e faretra con frecce in punta d'osso, un pugnale di selce, una bellissima ascia di rame e un sacchettino pieno di erbe curative. La datazione al carbonio infine rivela la sua età: si tratta di un uomo di 5.300 anni fa, proveniente dall'Età del Rame.Tutto perfettamente conservato. E' il più straordinario ritrovamento archeologico mai fatto sulle Alpi, e dà luogo a una serie di enigmi al limite del giallo. Innanzitutto: Otzi, come viene subito chiamato (dai vicini pascoli della Otztal, sul versante occidentale delle Alpi Venoste), a chi appartiene? La mummia è stata ritrovata sul confine, quindi la contesa è tra Innsbruck e Balzano. La spunta quest'ultima, che nel 1998 appronta una stupenda sala nel Museo archeologico, in cui la mummia riposa a temperatura e umidità ideali 

(la si può vedere attraverso una finestrella di cristallo). Secondo   mistero: chi era quest'uomo, e perché è morto all'età presumibile di 45 anni? La discussione è ancora aperta: poteva essere un pastore, un cacciatore, uno sciamano; forse è morto colto da una tormenta, forse per malattia. L'ultima versione è che fosse proprio un cacciatore, e che sia stato ucciso: una ferita nel costato, forse un colpo di lancia, rivelerebbe le tracce di questo preistorico delitto.Insomma, per quanto brutto, Otzi è stato subito simpatico a tutti. Soprattutto in Val Senales, che ne ha fatto la sua mascotte. A Otzi è dedicata una Show Gallery sul ghiacciaio: una galleria fotografica che documenta la vita nel quarto millennio avanti Cristo, con ricostruzione in grandezza naturale della mummia e del suo corredo. Trofeo Otzi si chiama la gara a squadre che chiude la stagione invernale, sulla- pista Hintereis. L'Otzi-Express è il tour del ghiacciaio con il gatto delle nevi, che porta a visitare una grotta di ghiaccio profonda cinquanta metri. Sia 

 

Uno scorcio del ghiacciaio dell' Hochjochfner, 3200, paradiso degli sciatori estivi


d'estate a piedi sia d'inverno con gli sci,  le guide alpine della Val Senales organizzano tour sul luogo del ritrovamento della mummia. E a Otzi infine sono dedicati i menu di quattro dei migliori ristoranti della valle: piatti a base di verdure crude, radici, erbe, cereali integrali, pane alle nocciole, insaccati di cervo e pecora, serviti in stoviglie in stile Neolitico. Così, grazie a un uomo venuto dal passato remoto, è rinata questa valle. E la neve? E' tornata anche quella, giusto lo scorso anno che ha visto una straordinaria stagione invernale e una lunghissima, come non succedeva da anni, stagione di sci estivo. Mentre per quest'anno si attende il bis e sul ghiacciaio tutto è pronto per il nuovo inverno. Sui trentacinque chilometri di piste si può praticare fun carving, snowboard (c'è anche l'halfpipe per le acrobazie), telemark. E naturalmente lo sci normale: la pista
più lunga, che misura otto chilometri, si chiama Schmugglerabfahrt, cioè la via che i contrabbandieri seguivano un tempo lungo il ghiacciaio. In alta quota sono tracciati due anelli per lo sci di fondo, per un totale di quindici chilometri, mentre una novità assoluta è la pista per lo slittino, lunga tre chilometri e mezzo, che va dal rifugio Lazaun a Maso Corto. 

 

 

A sinistra, uno dei tanti laghi alpini che si incontrano percorrendo Val Senales,

a destra , una caratteristica fontanella artigianale

 

 

Come arrivare : Maso Corto si trova a 65 chilometri da Bolzano e a circa 350 da Milano. Usciti dall'autostrada del Brennero, a Bolzano Sud, si imbocca la nuova superstrada per Merano e si prosegue per la statale 38 della Vai Venosta. All'altezza di Naturno, sulla destra, si incrocia la strada per la Vai Senales.

Dove alloggiare : Nel paese più alto della valle si trova l'Hotel Gerstaras (0473/662211, fax 0473/662203), Maso Corto 7, un tre stelle ricavato da una bella casa tirolese, con piscina, sauna, bagno turco.

Il ristorante : cucina tradizionale dove si preparano anche menu per bambini. All'inizio di dicembre la mezza pensione costa 40 Euro (77 mila lire). Sistemazione ideale per sportivi al Berahotel Grawand (0473/662118, fax 0473/662172). Maso Corto 111, "albergo più alto delle Alpi, situato accanto alla stazione superiore della funivia del ghiacciaio a 3.217 metri, dotato di piscina e sauna. Ci si arriva con la funivia in sei minuti, e nel prezzo dell'albergo è compresa la sosta del!' auto alla stazione di partenza. La mezza pensione costa 43,30 Euro (84 mila lire) a persona, in camera doppia.

Dove mangiare : Il menu di Otzi si può gustare presso "alberao Croce d'Oro (0473/669688), Madonna di Senales 27; all' Aauila Nera (0473/669652). Madonna di Senales 26; al Ristorante del Convento (0473/679128) presso l'albergo Croce Bianca, Certosa 13; all'alberao Neuratheis (0473/679135), Monte Santa Caterina 40. informazioni Funivie Vai Senales, tel. 0473/662171. Apt Vai Senales, Certosa 42, tel. 0473/679148.

Continua>>>>

  

16° RADUNO ENIO HOME PAGE   INDEX  n° 3

 
  

  Return to Top    

Antonio@Enio