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a Trento

 

Torre Costède

 Da via Belenzani

 Dal cortile interno della biblioteca

 

 

La "Torre Costède" ora campanile della Chiesa di San Francesco Saverio(sec. XVIII) in Via Roma allo sbocco di Via Belenzani. E' una delle torri che con maggior insistenza appaiono nelle vedute di Trento a iniziare dall'acquerello di Albercht Drùrer, del 1495, assieme alle torri Vanga, Verde, della Tromba, di Piazza e del Buonconsiglio. E' pure essa uno dei simboli fisici del fenomeno medievale dell'aspirazione delle classi sociali emergenti alla residenza urbana fortificata e alla spinta alla <verticalità> che nei castelli trova l'affermazione ideologica urbanistica e architettonica perfetta. Via Roma, Manci, già con più aderenza ambientale Via Longa, che in sinistra Adige, collegava la Porta S. Lorenzo e quella S. Martino e dell'Aquila, era irta di torri al pari di via Belenzani. Se ne scorgono le tracca, seppur nelle profonde trasformazioni subite in alcuni caseggiati, specie in quello vicino, che Pietro Maria Bagnadore riassunse architettonicamente nei primi anni del secolo XVII, nel Palazzo Fugger Galasso detto Palazzo del Diavolo, per via della leggenda. Come la Torre

 

 

 

Foto della torre da via Belenzani



Torre inserita in quell'edificio, La Torre Castède ha la parte superiore dell'affusto di cotto. Le ragioni sono evidenti, data la vicinanza al fiume, ora deviato. Sembra che essa facesse parte della casa murata dei signori di Povo, strettamente imparentati con i signori di Castel Beseno. Gli archetti ciechi, di cotto e la merlatura piana con feritoie <saettiere> venuti all luce nella seconda metà del secolo attuale sul prospetto maggiore della chiesa barocca, già dei Gesuiti opera della scuola di Andrea Pozzo, documentano la potenza e la bellezza medievali del parato di mattoni rossi della casa, autentico castello urbano con torre. In esso si insediano i Costède. Nel 1423 costoro vi avrebbero ospitato, secondo una tradizione, San Bernardino da Siena. L'epigrafe che vi è murata ricorda, invece, il soggiorno di Didaco da Alana, vescovo delle Asturie, durante il primo periodo del Concilo di Trento.
 

La facciata della chiesa antistante

 

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Antonio@Enio