|
a Trento
Torre
di Piazza
6
A fianco del
Palazzo Pretorio, sul lato nord est, si eleva imponente e
snella la Torre di Piazza o Torre Civica. Assieme alla
piazza e ai robusti monumenti che la cingono, essa è la più
cara memoria della città, la testimonianza di un passato,
antico e recente, di storia e di cultura civica. Nel 1673,
Michelangelo Mariani scrive:"Non ha piazza Trento, che sia
considerata di quella di Piazza Duomo.. oltre la facciata a
torno dei palazzi con il prospetto di Duomo, a di Contrada
Larga, tiene contigua una torre di viva pietra a struttura
quadrata e forte,dove nell'alto dimostrano e batton l'hore,
servendo il fondo pe li prigionieri, et ai piedi d'essa si
tien ogni dì mercato, di commestibili il sabato, in
particolare>. La vicenda millenaria, della torre, come del
vicino Palazzo Pretorio, dimostra l'accortezza forse
l'accanimento con la quale la città si impossessò per
consuetudine di parte degli edifici che poi contese al
Principe Vescovo che, ricorrentemente rivendicava,
giustamente, il diritto del primato, come fece tra gli altri
nel XVII secolo, Carlo Emanuele Madruzzo. La Tradizione
erudita considerava le fondazioni della Torre di origine
romana, ma più severa indagine storica, confermata dalla
documentazione archeologica, respinge l'ipotesi. Cosa che
avvenne anche per la cosiddetta Torre D'Augusto al
Buonconsiglio. Il Tronco inferiore dell'attuale costruzione
pare debbasi assegnare al secolo XI o forse a quello
precedente. Gli scavi attuati nel 1989, per la ricognizione
scientifica dei resti della Porta Veronensis e per il loro
recupero a <zona archeologica>, sia nel sottosuolo del
settore nord-est del Palazzo Pretorio che all'esterno del
medesimo, hanno posto allo
|

Torre
di Piazza |
|
|
|
|
scoperto lo
zoccolo di pietre sul quale poggia l'affusto. Esso profondo
circa 4 metri, appare fondato su ruderi del nucleo
fortificato a corredo dell'imponente porta urbica
romana-imperiale, assegnabile al I secolo d.C. C'è semmai da
chiedersi se ciò avvenne dopo la Temperie <barbariche>, al
tempo cioè del rinascere della città e del diffondersi di un
nuovo spirito civico. Il paesaggio alto-medievale <delle
rovine>e l'affermarsi della città murata in quanto <sede di
potere> e centro organizzativo del territorio, coincidono
forse, con il recupero fortificatorio e sacrale, delle
rovine romane. La torre, meglio la parte inferiore della
medesima, è un apparato militare urbano originariamente
eretto a corredo della residenza vescovile annessa alla
cattedrale sorta
 |
sull'area
cimiteriale cristiana fuori le mura. L'intera zona tra la
Torre e il Duomo appare archeologicamente tormentata. L'arco
temporale è teso tra l'epoca della Civitas romano-imperiale
e la fase medievale, passando per gli oscuri tempi
alto-medievali. una intensa vicenda che non è stata ancora
del tutto Chiarita.
Porta
Veronensis
Gli avanzi
della Porta Veronensis furono rinvenuti nel 1924, durante
gli scavi per la posa della fognatura urbana. Nel 1947,
Ettore Ghislanzoni, la pose in relazione con la topografia
della città romana. Una rivelazione più netta fu eseguita
nel 1964, negli scavi davanti alla Torre, attuati nel quadro
del restauro del Palazzo Pretorio. Si tratta di una Porta
Gemina, di squisita fattura classica, costruita con
<colossali blocchi di pietra calcarea locale accuratamente
lavorati>. Era chiusa da una saracinesca, come mostrano le
scanalatura. Due torri a pianta pentagonale rivestite di
mattoni rossi la fiancheggiano. Nicolò Rasmo, suppose che
fosse un <complesso difensivo di notevole interesse e di
indubbia affinità alla Porta Pretoria di Como, considerata,
generalmente, di epoca augustea>. Bloccava la "Claudia
Augusta Padana". Il muro della cinta urbica proveniva dalla
zona della via Oriola e dopo la Porta Veronensis,
attraversava la piazza, appoggiandosi ad un altro caposaldo.
Nei lavori per il ripristino di Palazzo Pretorio, furono
messi in luce ulteriori preziosi documenti della romanità
del luogo, quali resti monumentali di trabeazioni, alcuni
rilievi, due epigrafe romane, una delle quali dedicata a
Giove e un tratto di pavimentazione a ciottoli. La
consistenza dell'impianto e della sua connessione con gli
interventi successivi, fu precisata nella campagna degli
scavi iniziati nel 1989, dopo la demolizione dei resti di un
presunto rivellino vulgo <muro del pianto> superstite
memoria del prospetto nord del Pretorio.

Porta Veronensis |
|
 |
|